MA CHE SAPEVA FAUSTO DI QUESTO MONDO?


MA CHE SAPEVA FAUSTO DI QUESTO MONDO?

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12,00
Prezzo IVA inclusa


L'AUTORE

 Angelo Piccigallo è nato il 17 Dicembre 1950 a S. Vito dei Normanni (Brindisi). Laureato in lingue e letterature straniere, ha insegnato, nei licei e negli istituti tecnici commerciali, lingua e civiltà francese. Attualmente è in pensione. Ha pubblicato tre volumi di poesie: Pensieri della mia giovinezza, edito da Pellegrini; Tra sogno e realtà, edito da Gabrieli; Dall’area della memoria, edito da Menna. Ha pubblicato con l’editore Menna “Tre storie ed alcune poesie”. Con “Il Punto” un altro libro di racconti”Teresa”. Con la casa editrice “Medea” ha pubblicato il racconto “Il buio della notte”. Ha partecipato a diversi concorsi letterari classificandosi al 2° posto nel “San Lorenzo da Brindisi”, con “Pensieri della mia giovinezza”; al 1° posto a “Annibale De Leo”, con “Tra sogno e realtà”; al 3° posto al concorso letterario/artistico “Città di Avellino”, con il libro “Teresa, allo stesso concorso l’autore si è classificato 4° con il libro”Il buio della notte”.

IL LIBRO

  Dopo essere scampato a una fine orrenda nelle foibe e dopo essere sopravvissuto al crollo di una casa, Fausto, rimasto solo, viene adottato da una famiglia di contadini pugliesi. Ma la sua vita non è felice e, per questo, si alimenta di ricordi e di sogni. Il sogno, quando la realtà diventa dura e insopportabile, lo fa volare verso quei mondi dove regna la fantasia. Lo spirito dei genitori accompagna l’esistenza di Fausto, incoraggiandolo nei momenti di dolore e di sconforto. Il ricordo di una madre che non c’è più, lo sorregge costantemente soprattutto quando la violenza del padre adottivo si scatena sul suo fragile corpo di bambino. Ma quando Fausto è al colmo della disperazione, sino al punto da tentare il suicidio, le cose cominciano a prendere una piega soddisfacente; una zia di Trieste si ricorda di lui e lo prende in affidamento: non più lavori duri nei campi, ma una vita agiata confortata dall’amore dei parenti. Dopo aver ripreso gli studi, Fausto si laurea in Medicina. A quasi sessant’anni, già medico affermato e con esperienze nel campo umanitario, Fausto parte da Trieste per raggiungere i posti della sua infanzia. La terra della sua fanciullezza è viva dentro il suo cuore. I ricordi di quegli anni trascorsi a San Vito si affacciano prepotentemente nella sua mente, basta un nulla per risvegliarli dal limbo in cui dormono. Fausto non dimentica la natura meravigliosa che circonda San Vito e le giornate di sole calde e luminose. Dopo quarant’anni, attanagliato dalla nostalgia struggente, l’uomo ritorna nella città della sua infanzia, che quasi non riconosce più. Nelle strade asfaltate non c’è più l’umanità e la semplicità di una volta né i suoi strani personaggi, solo un traffico asfissiante, smog e frenesia. Sul ciglio delle strade di campagna è tangibile l’incuria della gente e ogni genere di spazzatura: vecchi elettrodomestici, materiale in eternit, buste di plastica colme di rifiuti. Anche i fratelli di Fausto sono cambiati; sui loro volti sono evidenti i danni causati dal tempo e dalle fatiche; i corpi delle donne appaiono appesantiti e si muovono maldestramente. Nel racconto si mettono in risalto i costumi e le tradizioni della vecchia civiltà contadina, ormai quasi scomparsa.

Informazioni aggiuntive sul prodotto

Autore Angelo Piccigallo
Numero di pagine 116

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