SAMURAI SUL PACIFICO


SAMURAI SUL PACIFICO

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19,00
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L'AUTORE

  Mario Veronesi, pavese classe 1949, studioso di storia della navigazione e di marinerie, collabora con il quotidiano "La Provincia Pavese" e il settimanale "Il Ticino" di Pavia, e con prestigiose riviste del settore: "Rivista Marittima" edita dallo Stato Maggiore della Marina Militare, "Marinai d'Italia" dell'Associazione Nazionale Marinai d'Italia, "Rivista Militare" edita dallo Stato Maggiore dell'Esercito, "Lega Navale" periodico della Leva Navale Italiana e con il mensile "Storia Militare". Con il sito Web "Storiain.net" portale di storia. Collabora con l'UNITRE di Pavia. Vincitore del primo premio giornalistico "Cronache di storia 2011" sezione pagine Web, con l'articolo "Dalla crisi delle città marinare agli imperi mercantili". Autore di numerosi articoli e di libri tra i quali: "Pavia signora dei fiumi", Editore Liutprand; "La mia Russia", Editore Gianni Iuculano; "Pavia col lanternino IV", Editore Gianni Iuculano; "I lombardi sul mare - alla scoperta della flotta lombarda", Editore Gianni Iuculano; "Antichi Sapori di Lombardia", Editore Medea Edizioni. Attualmente Assessore alla Cultura, Istruzione, Ecologia ed Ambiente nel comune di residenza, Cura Carpignano.

IL LIBRO

  Il Giappone è il più conosciuto e il più sconosciuto tra i paesi della terra. Profondamente asiatico e occidentalizzato di là da ogni limite e d’ogni previsione, tradizionalista e guerriero. E’ orgogliosamente insulare, come l’Inghilterra, e il giapponese è giapponese e null’altro, fiero della sua indipendenza conservata per millenni, e della sua stupenda tipicità. Per i giapponesi tutto e serio, tutto è importante, tutto e tragico. Le formidabili eruzioni vulcaniche che formano il “cerchio di fuoco” che avviluppa l’arcipelago, i terremoti demolitori che lo distruggono, i tifoni e gli tsunami devastatori che lo investono, alternando con tragica regolarità le loro insidie ed i loro danni, debbono aver forgiato sul loro modello l’anima nipponica. Nel periodo Mejii il Giappone si lasciò alle spalle il medioevo, ma conservò nel Buscido o via del guerriero le antiche tradizioni dei Samurai, che impresse nella popolazione giapponese quel senso d’appartenenza d’invincibilità e di dovere verso l’imperatore, considerato figlio del cielo, quindi discendente degli dei. La Marina Imperiale era composta in prevalenza da ex samurai, membri della casta guerriera. I suoi uomini combattevano per convinzione, appoggiandosi ad un’antica tradizione. Non vedevano di buon occhio i cittadini, i contadini o i commercianti, i quali erano confluiti perlopiù nelle file dell’esercito. La Marina Imperiale, è stata la Marina dell’impero del Giappone dal 1869 fino al 1947, quando è stata sciolta dopo la rinuncia costituzionale del Giappone all’uso della forza, come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. Le sue origini risalgono alle prime interazioni con le nazioni del continente asiatico, raggiungendo un picco d’attività nel corso dei secoli XVI-XVII. Seguirono nel periodo Edo, due secoli di stagnazione e d’isolamento del paese, nel corso della politica dello shiogunato. Questa è una storia di navi, di battaglie e di uomini, è la storia della Marina Imperiale Giapponese conosciuta anche come “Flotta Combinata”. L’ascesa di questa forza armata e la sua caduta alla fine della 2° guerra mondiale, quando l’ottusità nazionalista e militare dell’esercito giapponese impose alla nazione lo scontro con gli Stati Uniti d’America. Guerra terminata con il lancio su Hiroscima e Navasaki delle prime due bombe atomiche del mondo.

Informazioni aggiuntive sul prodotto

Autore Mario Veronesi
Numero di pagine 266

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